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VEGLIA 1995 Napoli, 24-25 giugno |
Insieme contro la Droga Madre
La Veglia 95 punta a focalizzare l’ attenzione sulla "droga madre", che è la mentalità drogata dell’ attuale modello di sviluppo.
La tesi sostenuta dalla Veglia è l’inaccettabilità della logica soggiacente e dominante per cui il mondo e la vita sono dei forti, dei ricchi, dei potenti; che in un sistema di disordine e di ingiustizia i poveri siano costretti a restare ai margini, a diventare più poveri, a contribuire addirittura all’ ulteriore benessere dei grandi.
Il 13 giugno l’ iniziativa è presentata in una conferenza stampa a Napoli;
il documento destinato al G7 viene consegnato all’ on.le Giuseppe Lumia che si incarica di farlo pervenire al Presidente Dini in partenza per Halifax (Canada).
Il documento ammonisce che "se non interverranno rapidamente dei mutamenti profondi nel funzionamento dell’ economia mondiale e nelle politiche perseguite e imposte al resto del mondo dai gruppi socio-economici più ricchi e più potenti della terra, circa la metà della popolazione mondiale, vivrà nei prossimi vent’ anni in condizione di una povertà mai verificatasi nella storia dell’ umanità".
Il 24 giugno si svolge la Veglia sostanzialmente divisa in due fasi: nella prima intorno ad un "dialogo tra generazioni" svolto coi giovani sul concetto di "droga madre"; in serata sul tema dei "piccoli" e sul nuovo modello di sviluppo.
Alla Veglia prendono parte alcuni testimoni del nostro tempo, tra i quali Bruno Hussar, costruttore nei pressi di Gerusalemme del villaggio Nevè Shalom/Wahat As-Salam, che vuol dire oasi di pace, ed è attivo da oltre venti anni.
Bruno Hussar ha dimostrato che cristiani, ebrei e mussulmani possono pacificamente vivere e insieme costruire il futuro.
Un "dialogo tra generazioni" si è svolto nel pomeriggio, prima della Veglia; si sono confrontati con i giovani personalità significative della vita sociale e culturale italiana come Gian Carlo Caselli, Procuratore della Repubblica a Palermo, Franco Occhiogrosso, Procuratore presso il Tribunale per i Minorenni di Bari, Antonino Caponnetto, Rita Borsellino, Don Oreste Benzi.
Un nutrito gruppo dal Brasile ha testimoniato l’incongruenza di un paese ricco popolato da milioni di poveri.
Dall’ inferno del Burundi è arrivato Mons. Ntamwana, vescovo di Bujumbura; ha unito la sua testimonianza Laurence Ndadaye, moglie del presidente del Burundi assassinato.
Dalla Cambogia testimonianze vive e dolorose contro le mine antiuomo.