Appello al G8 - 1998


 

 

A nome dei
"Piccoli della terra"
e di oltre trecentocinquanta organizzazioni

di volontariato e di cooperazione nazionale e internazionale
rivolgiamo un

Appello al G8

per la
Remissione del Debito ai Paesi poveri

 

Noi consideriamo paradossale che siano i paesi poveri (detti impropriamente paesi in via di sviluppo, PVS) a finanziare quelli "ricchi". Citiamo alcuni dati solo per farci un’idea di cosa produce il meccanismo del debito.

Dal 1980 al 1992 (in dodici anni) i PVS hanno rimborsato 1662 miliardi di $ (772 per interessi e 890 per rimborso capitali). In definitiva nel periodo considerato hanno pagato una somma tre volte superiore a quanto avevano ricevuto, e sono rimasti ancora debitori di una cifra enorme.

Noi crediamo che l’economia sia per l’uomo e non viceversa. Ciò vale anche per il mondo della finanza che "è anch’esso un mondo umano, sottomesso alla coscienza di tutti: anche per esso esistono problemi etici" (Giovanni Paolo II).

Le vicende attuali, invece, dimostrano il contrario: non c’è né etica né rispetto per l’uomo nella gestione del debito del terzo mondo.

Ci sono paesi in gravi difficoltà per il pagamento degli interessi su debiti che, in cifra assoluta, sono modestissimi e che si potrebbero cancellare senza conseguenze significative per i creditori. Sono decine i paesi in queste condizioni, eppure nulla viene fatto per risanare queste situazioni per consentire loro l’ utilizzazione delle risorse in funzione dello sviluppo sociale ed economico.

Noi consideriamo ingiusto l’egoismo e l’indifferenza di una parte dell’umanità impegnata ad accrescere esclusivamente il suo stato di benessere, senza minimamente preoccuparsi delle condizioni di estremo bisogno in cui versano folle sterminate di poveri in tutto il mondo.

Siamo arrivati ad un punto della storia in cui incontri e dibattiti internazionali (come quello del G8), se non affrontano il problema della povertà del mondo, diventano un’offesa per quelli che nel Nord e nel Sud soffrono a causa delle loro disagiate condizioni economiche e dell’indifferenza delle politiche internazionali.

Noi tutti, cittadini dei paesi ricchi e dei paesi poveri, vogliamo che la povertà sia al centro dell’attenzione mondiale.

Esortiamo, pertanto, i responsabili principali dei destini della terra a porre al centro dei loro lavori il rapporto tra Nord e Sud sia a livello economico, sia a livello politico. Vi esortiamo a far emergere la piena consapevolezza su quello che appare come il più grave e urgente tra i problemi che si affacciano all’orizzonte del prossimo secolo.

Ai Capi di stato riuniti per il G8 a Birmingham dal 15 al 17 maggio 1998 rivolgiamo un pressante appello perché oltre alle fortune dei propri paesi prendano a cuore la sorte e le attese della povera gente (80% della popolazione) condannata, ancora oggi, a soffrire un’avvilente e drammatica povertà.

 

Fondazione Emmanuel per il Sud del mondo


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